La Valsana in bici – Tour Cicloturistico della Valsana

Percorsi ciclabili


Questo itinerario ci accompagnerà a scoprire la ValSana, ai piedi delle Prealpi Trevigiane, che da Vittorio Veneto si estende verso i centri di Cison di Valmarino e Follina. L’itinerario si sviluppa in circa 32 Km per un dislivello di 350 metri ed è quasi completamente ciclabile.

Il Punto di partenza del nostro itinerario è l’abitato di Revine ma trattandosi di un giro circolare è possibile prendere avvio da qualunque punto dell’itinerario. Si sviluppa completamente in fondovalle ed è quindi adatto a tutti coloro che hanno voglia di scoprire questa meravigliosa valle, ricca di storia e natura, senza impegnarsi a superare troppo dislivello.

Si percorrono i pittoreschi laghi glaciali di Santa Maria e di Lago, immersi nei canneti, comunemente noti come Laghi di Revine, piccoli e caratteristici borghi, luoghi ricchi di testimonianze storiche e preistoriche della valle, fino alla celebre Abbazia Cistercense di Follina, nostro giro di boa.

L’itinerario si sviluppa in circa 32 Km per un dislivello di 350 m. ed è quasi completamente ciclabile. Per alcuni brevi tratti sarà necessario spingere la bici a mano per non dover rinunciare a scoprire alcuni emozionanti angoli di grande interesse storico – naturalistico. Pedaleremo su fondo in parte asfaltato, in parte sterrato. Dal centro dell’abitato di Revine imbocchiamo Via delle Lame, verso sud, e subito possiamo ammirare l’antico lavatoio ottocentesco dove le donne si trovavano per fare il bucato. Seguiamo quindi la strada comunale verso ovest che in un km circa ci conduce ad incrociare la strada per Tarzo che noi attraverseremo, imboccando una strada di campagna che per un breve tratto costeggia la provinciale; svoltiamo quasi subito a sinistra e in qualche metro raggiungiamo l’attacco della nuova pista ciclabile, ben visibile sulla nostra destra, che ci immergerà nella tranquillità di questo luogo.

Oltrepassiamo l’area attrezzata Miami Beach e proseguiamo lungo il sentiero che costeggia il lago, rapiti dalle sue acque tranquille, orlate di canneti e punteggiate di ninfee e raggiungiamo il piccolo centro di Lago con il suo porticciolo e le sue caratteristiche casette di sasso. Qui possiamo fare una piccola deviazione per andare a visitare il parco didattico del Livelet, dove si trovano i resti archeologici di un antico villaggio palafitticolo.

Torniamo sui nostri passi, attraversiamo le viuzze dell’antico borgo di Lago, e raggiunta la statale la attraversiamo dirigendoci verso ovest, imboccando quasi subito a destra una stradina asfaltata in salita, via Valdelle, e dopo qualche decina di metri svoltiamo ancora a sinistra in via Caiada. Proseguiamo quindi su piacevole strada asfaltata rimanendo sempre un po’ più alti rispetto alla strada provinciale con belle visioni sull’altro versante della vallata fino a raggiungere il borgo di Sottocroda e nuovamente la strada, che imbocchiamo verso destra percorrendo circa 200 m.; all’altezza dell’entrata del complesso denominato “Al borgo” attraversiamo la strada e imboccando la ciclabile che costeggia la strada sempre verso destra; poco prima del bivio per Valdobbiadene/Follina, prima del distributore di benzina, dove termina la pista ciclabile, attraversiamo nuovamente la strada sul passaggio pedonale e imbocchiamo la strada che si diparte proprio di fronte a noi e che ci porta fino all’abitato di Tovena, antico borgo famoso anche per la strada che sale al passo S. Boldo, chiamata “strada dei cento giorni” perché costruita in appena 100 giorni dall’esercito Austro-Ungarico durante la prima guerra mondiale per rifornire le prime linee sul fronte del fiume Piave.

Giunti sulla piazzetta principale dobbiamo tornare verso valle quindi diamo le spalle ai monti e alla strada dei cento giorni e prendiamo la strada che in leggera discesa porta verso valle stando attenti ad imboccare circa 250 m. dopo un passaggio erboso sulla destra, che su strada bianca ci riporta in breve sulla strada provinciale che porta a Cison di Valmarino. A questo punto imbocchiamo subito in salita verso destra l’antica via Maestra che un tempo collegava gli abitati di Longhere e Cison di Valmarino e su piacevole tracciato sterrato raggiungiamo in circa 2 km il borgo di Cison, ricco di storia e tradizione che ci lascerà incantati per i magnifici scorci sul castello Brandolini che si erge imponente su uno sperone sopra il paese oltre che per la bellezza dell’antico borgo perfettamente conservato.

Prima di addentrarci per le viuzze del paese e verso il Castello merita un passaggio la Via dei Mulini, spettacolare percorso che si snoda nel bosco costeggiando il torrente Rujo rivelando la presenza di antichi mulini e altre opere idrauliche fino a raggiungere la Valle di San Daniele e il Bosco delle penne mozze. Percorriamo solo un primo breve tratto di questa bellissima passeggiata spingendo le nostre bici a piedi per via del fondo un po’ scivoloso ma l’ombra del bosco, il fruscio dell’acqua e la magia del luogo sapranno comunque regalarci un momento di pace e relax.

Rientriamo quindi in paese, passando per la bella piazza del centro, oltrepassiamo il parcheggio di Castelbrando e proseguiamo verso l’abitato di Valmareno percorrendo via degli Alpini, poi via Biorca a sinistra e poi via Ronche, facendo attenzione a svoltare a sinistra verso il cimitero; qui percorriamo il tratturo erboso sulla destra e appena immessi sulla strada bianca svoltiamo a destra e quasi subito, prima della salita, imbocchiamo il tratturo sulla sinistra; ci troviamo sul sentiero didattico, chiamato via dell’acqua, che in breve ed interessante passeggiata a piedi ci condurrà fino al centro di Follina che lega la sua storia alla nascita dell’Abbazia Cistercense di Santa Maria

Attraversiamo il centro del Paese, oltrepassiamo il Comune di Follina, svoltiamo a destra su via Follinetta e poco dopo a sinistra su strada a senso unico, tenendo ancora la sinistra e poi a destra per imboccare la bella Via dei Molini che lasceremo dopo poco per imboccare un bel tratturo erboso a destra che ci condurrà fino alla strada provinciale per Pieve di Soligo. Siamo al giro di boa del nostro percorso.

Attraversiamo il parcheggio della coop e imbocchiamo la pista ciclabile che costeggia la strada provinciale in direzione nord; al termine della pista ciclabile, attraversiamo il passaggio pedonale e imbocchiamo la strada che si diparte proprio davanti a noi, via alla sega, dove ha inizio la pista ciclabile della Valsana. Allo Stop manteniamo la destra e poi seguiamo sempre la ciclabile mantenendoci in fondovalle. Per la presenza costante del fiume Soligo anche la pista ciclabile è denominata “via dell’acqua” e si snoda lungo un ampia e soleggiata valle, quasi priva di dislivello.

Superata la chiesa della Madonna delle Grazie a Cison inizia il percorso più appagante della ciclabile e i nostri occhi saranno rapiti da incantevoli scorci sulle vette delle Prealpi. Mantenendo sempre il tracciato di fondovalle, costeggiando il Soligo, lambiremo gli abitati di Mura e di Gai per oltrepassare il Borgo Teson e al primo tornante in discesa ci immetteremo sulla sterrata a destra oltrepassando la sbarra fino a raggiungere la statale.Siamo di nuovo in prossimità dei laghi di Revine e qui ha termine la nostra ciclabile.

Proseguiamo in salita verso Tarzo e qualche decina di metri dopo attraversiamo la strada e imbocchiamo una via secondaria sulla sinistra, attraversando il borgo di Fratta e ammirando i simpatici murales realizzati dai pittori locali.

Raggiunta la frazione di Colmaggiore, in prossimità di una bella curva secca verso destra imbocchiamo la stradina a sinistra in discesa e raggiungiamo le rive del lago oltrepassando l’area attrezzata parco “Va dee Femene” luogo di incontro e divertimento per famiglie. Subito dopo il parco stiamo attenti ad imboccare il tratturo a sinistra, prima dello strappo in salita che costeggiando il lago ci riporterà al punto di partenza.