Anello naturalistico del Grappa

Percorsi escursionistici


Il Dipartimento per le Foreste e l'Economia Montana, con l'operatività dei Servizi Forestali ha sviluppato un percorso naturalistico lungo i sentieri e le mulattiere della sommità del monte includendo i territori delle tre province di Belluno, Treviso e Vicenza. L'obiettivo del progetto è sensibilizzare gli escursionisti e quanti fruiscono degli itinerari, sulle principali emergenze naturalistiche e far conoscere, con l'ausilio di pannelli didattici posizionati lungo il percorso, la vegetazione e la fauna di questo territorio. Il percorso propone tre itinerari principali, uno per ogni provincia di pertinenza, pensati in modo da evidenziare la diversa morfologia dei versanti. I tratti dell'anello, a loro volta suddivisi in reti di percorsi minori e collegati tra loro da sentieri sono:

LA CONCA DELLE BOCCHETTE
Partenza: Rifugio Bocchette di Mezzo raggiungibile da Seren del Grappa (BL);
Itinerario: Ca' Tasson (abieteto), Cason dei Lebi; da qui, andando verso le Giarine, si aprono diversi percorsi che consentono di raggiungere la parte trevigiana proseguendo per il sentiero che sale dalla Valle dei Lebi fino alla Croce dei Lebi, oppure proseguire per la zona di Valpone di Fondo seguendo due diversi itinerari: quello della Valle dei Lebi o quello della Malga di Valpone. Lasciata la conca delle Giarine si prosegue verso una breve cresta che fa da confine tra le province di Belluno e di Vicenza.

Descrizione del percorso: La Conca delle Bocchette: corrisponde morfologicamente ad un circolo glaciale (nicchia di esalazione glaciale) modellatasi, durante l'ultima glaciazione quaternaria, tra i 130000 e i 10000 anni fa circa. Essa è caratterizzata da una varietà di tipologie vegetazionali determinate dalle microforme del rilievo e dalle differenti utilizzazioni subite in passato dal suolo testimoniate dalla presenza di insediamenti e di rustici con le relative colture orticole.

L'abeteto: bosco misto a prevalenza di abete bianco e rosso, con la presenza di latifoglie e faggio nel piano dominato. L'abete bianco cresce bene su terreni abbastanza fertili e mai secchi, quindi nel Grappa e in Valle di Seren se ne possono ammirare diverse specie. Qui osserviamo anche la falsa ortica maggiore, con fiori disposti in verticale di colore rosso-vinoso e il Doronico austriaco, composita di grandi dimensioni con vistosi capolini di fiori gialli.

Il bosco misto è uno degli ambienti più ricettivi nei confronti della fauna, nel quale vivono Passariformi: il pettirosso, il lui piccolo, il ciuffolotto, il regolo, il tordo bottaccio, lo scricciolone, la cincia mora e quella bigia alpestre. Fra gli uccelli rapaci troviamo lo sparviero e l'astore. Sono frequenti anche presenze quali il picchio nero, il picchio rosso e, in particolare in questo abeteto, la presenza del gallo cedrone.

Cason dei Lebi: poco prima di arrivarvi la mulattiera fiancheggia una rupe popolata da un'associazione particolare: il potentilleto delle rocce, la comunità vegetale più largamente diffusa sulle rocce carbonatiche soleggiate diffuse dai primi diruppi verso la pianura, fino a quasi 200 m di altezza. Tra le specie tipiche ricordiamo la Bonarota comune, pianta di piccole dimensioni con fusto quasi legnoso alla base, foglie lucide variamente pelose e fiori di colore blu-violetto e il ranno spaccasassi l'unica pianta legnosa che si distende sulle pareti rocciose assolate, essa si caratterizza per i rami molto nodosi, le foglie di forma ovatta o subrotonda e i piccoli fiori giallo-verdastri dai quali si ottiene un frutto nero. In questa zona la comunità animale è molto ricca soprattutto per quanto riguarda l'avifauna, gli anfibi, gli uccelli e i mammiferi

IL SENTIERO DELLE MEATTE
Partenza: il sentiero è facilmente accessibile dalla Valle dei Lebi e dai sentieri che lo raggiungono partendo da Semonzo e da San Liberale;
Itinerario: sentiero delle Meatte, la Malga Archeson oppure il Casone Boccaor, entrambi conducono alla Val delle Mure, prosegue in salita verso la cresta che divide le province di Treviso e di Belluno e raggiunge una breve faggetta, da qui si giunge al tratto compreso fra Cima Grappa e Croce dei Lebi;

Descrizione del percorso: Il sentiero delle Meatte: la varietà del panorama nel quale si alternano piccoli canali erbosi umidi e aridi crinali ha fatto di questo sentiero un giardino botanico che racchiude in se le più peculiari caratteristiche paesaggistiche del Grappa e molte delle sue specie floristiche rare. Ne risulta un singolare paesaggio popolato da entità non legate a particolari fasce altitudinali. Coesistono infatti specie termofile che invadono i dossi più soleggiati e specie microterme localizzate negli anfratti più freschi e ombrosi, dove la neve permane fino a tarda primavera. In particolare, qui vivono la Campanula carnica, un vasto repertorio di piccole felci ed altre specie amanti questi terreni.

Malga Archeson: grande estensione di pascoli ottenuta dalla distruzione del manto forestale. Vi si sviluppano associazioni diverse disposte a mosaico date dalla convivenza di specie termofile della collina e dei versanti aridi submontani e di quelle tipicamente alpine delle zone più fredde. La Malga, nei diversi periodi dell'anno è popolata da vari tipi di uccelli: alcuni come la ballerina bianca, il culbianco, il cordirosso spazzacamino, il prispolone, il ghebbio, la poiana, la rodine, il rondone vi giungono nel periodo riproduttivo, altri quali i passeriformi vi migrano nel corso dell'autunno.

Malga delle Mure: zona dove troviamo una caratteristica lama per l'abbeveraggio del bovini, una delle poche raccolte d'acqua costruite artificialmente intorno agli alpeggi. L'origine carsica del massiccio, causa della scarsa presenza d'acqua ha popolato la lama di vari tipi di anfibi (tritone alpino, salamandra , rana rossa e rospo) e di altre forme di vita proprie della lama stessa.

La faggetta: è il tipo di vegetazione forestale più diffuso del massiccio, a partire dai 600-700 m fino ad arrivare alle praterie della cresta. La zona delle malghe essendo notevolmente impoverita in seguito alla grande guerra e all'antropizzazione ha una vegetazione povera e infiltrata da elementi di disturbo. Ricca di uccelli e di mammiferi fra cui il capriolo, la volpe, la faina ed altri micromammiferi, attratti dall'operazione di conversione del bosco, intervento di miglioramento forestale ad opera del Servizio Forestale Regionale di Treviso che lo sta trasformando da ceduo (bosco che prevede il taglio periodico della ceppaia) a fustaia.

Cresta fra la Croce dei Lebi e Cima Grappa: rifugio per le specie artico-alpine o comunque proprie dei luoghi freddi insediatesi qui durante le fasi glaciali. Tra le fioriture più rilevanti troviamo l'Anemone narcissiflora, il Linun alpinum, il raro Laserpitium Krapfiie; in corrispondenza di una paretina di Rosso Ammonitico si nota la tipica flora del potentilleto e popolazioni di Clematis alpina e diversi generi di Festuca, graminacee che caratterizzano questo paesaggio erboso-rupestre. L'altopiano sommitale del Grappa è solcato da un reticolo di ampie vallate relitte, dove un drenaggio ipogeo di natura carsica impedisce le formazione di corsi d'acqua. La Valle delle Mure è una delle principali dell'altopiano e, la sua morfologia morbida addolcita dai cicli erosionali operati dai ghiacciai, si contrappone alla morfologia "giovane", ruprestre, di origine alluvionale delle valli della scarpata, tuttora in evoluzione attiva.

IL TRATTO VICENTINO DELL'ANELLO
Partenza: il Monte Rivon;
Itinerario: dal Monte Rivon seguendo la strada fino ad arrivare al versante occidentale di Cima Grappa;

Descrizione del percorso: Valli del Busetto e del Termine: morfologicamente corrispondono ad un ampio circolo glaciale, di cui sono rimasti gli argini morenici di un piccolo apparato frontale e una diffusa copertura di morene di ablazione riconoscibili dal frequente affioramento di massi calcarei dalla cotica erbosa. Qui la colonizzazione inizia dalle associazioni pioniere di falda; su ghiaie ad elementi non consolidati e scorrimenti di acqua vegetano l'Adenostyles glabra, composita robusta dalle larghe foglie dentellate e fiori roseo-purpurei, la Petasites paradoxus, composita dalla fioritura precoce e foglie triangolari, la piccola omgbrellifera Athamantha cretensis, pelosa e ramosa predilige ghiaie e pietrisco più fine, gli aconiti gialli velenosi. A quote più elevate si ha un cambio vegetazionale con lo sviluppo di praterie e di consorzi arbustivi quali la mugheta, che accoglie diversi salici e lamponi. Dalla continua evoluzione delle praterie si discostano i dossi rupestri assolati ed impervi popolati dal consorzio rupestre caratteristico degli altri versanti del massiccio. La zona consente di ammirare gli uccelli tipici spazi aperti, quali l'allodola, l'averla piccola, il rondone, la rondine e due rapaci: la poiana e il gheppio (Falco tinnunculus) , inoltre, in quota è possibile ammirare il corvo imperiale.

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