Valdobbiadene - Follina - Vittorio Veneto - il Cansiglio

Itinerari culturali


Località di partenza: Valdobbiadene Località d’arrivo: Vittorio Veneto Questo itinerario permette di conoscere ed apprezzare alcune perle naturalistiche ed artistiche della zona nord-est dell’Altamarca Trevigiana, percorrendo l’Alta Via delle Prealpi Trevigiane. Partendo da Valdobbiadene si prende la strada che va verso Vittorio Veneto, passando per S. Pietro di Barbozza e S. Stefano. Si imbocca poi la via che va verso l’alto, attraversando i vigneti che sovrastano Guia per arrivare poi a Miane, passando attraverso il bosco di Combai, celebre per i suoi castagni. Pittoresco comune adagiato tra il versate solatio terminale della Valsana e la sella di Combai, Miane si trova in zona amena dedita all’alpeggio, alla castanicoltura e all’enogastronomia. Nonostante il progresso e l’industrializzazione, Miane e le sue frazioni, hanno mantenuto l’aspetto tipico rurale delle case in pietra e delle malghe. Disseminate nel comune vi sono antiche cappelle come i santuari della Madonna del Carmine, della B.V. Addolorata, chiese abbellite con pregevoli opere d’arte ed antiche dimore signorili. Paese natale di illustri personaggi come Vittore Maria Gera, Marco Casagrande, Pre Jacobin da Miane, Giovanni Antiga, Miane va ricordata in particolare per la produzione di burro, formaggi, vino Verdiso ma, soprattutto, di marroni, raccolti nei celebri castagneti di Combai e celebrati durante l’annuale Festa dei Marroni di ottobre. Il castagno e la castanicoltura da frutto hanno fortemente condizionato la cultura, le tradizioni e l'economia dell'area collinare e pedemontana del Quartier del Piave, e ancora oggi sono in grado di identificare e promuovere, insieme a colture agricole di pregio come l'uva, l'intero territorio. Continuando poi lungo il percorso si arriva a Follina dove è possibile ammirare un vero e proprio gioiello d’architettura, l’Abbazia cistercense di Santa Maria del 1150. Comune di antichissime origini risalente a prima dell’anno 1000, ai piedi delle Prealpi Trevigiane, Follina ebbe il suo sviluppo nel XII secolo quando un gruppo di monaci Cistercensi vi si stabilì e, grazie all’abbondanza di acque, diede il via ad una fiorente industria per la lavorazione della lana. L’Abbazia in stile gotico-romano fondata dai monaci, oltre a costituire centro di richiamo spirituale e religioso per pellegrini e turisti è uno dei più insigni monumenti della regione. Oggi il paese costituisce un importante centro turistico culturale, dai bei palazzi settecenteschi, sede di attività industriali ed artigianali dalla buona capacità alberghiera. Città natale di illustri personaggi: Jacopo Bernardi, Paolo Bernardi, Domenico Rosina, Agostino Moretti. Lasciandoci alle spalle la cittadina di Follina, continuiamo il nostro itinerario verso Cison di Valmarino, capoluogo politico della contea feudale, situato in una bella posizione dominante e strategica nella Valsana, al confine tra la Marca Trevigiana e le Prealpi Bellunese. Cison di Valamarino conserva ancora oggi numerose tracce dell’antico splendore e storia. Si presenta come un grazioso susseguirsi di case in sassi che si inerpicano contro il monte ai piedi dell’imponente Castello dei Conti Brandolini d’Adda (oggi CastelBrando), signori della Valle fino alla fine del XVIII secolo. Per la sua posizione favorevole e per le condizioni climatico-ambientali Cison è stata da sempre meta preferita per la villeggiatura, per brevi escursioni nei sentieri e rifugi circostanti e nella natura e storia del Bosco delle Penne Mozze. Paese natale di illustri personaggi: Egidio Dall’Oglio, Bartolomeo Dall’Oglio, Buffoni Antonio. Continuando in direzione di Vittorio Veneto attraversiamo il Comune di Revine, dove è possibile fermarsi per una breve sosta ai laghi: lago di Lago e lago di Santa Maria. Revine Lago si presenta come un grazioso susseguirsi di case in sassi che si inerpicano contro il monte. Per la sua posizione favorevole e per le condizioni climatico - ambientali dei laghi, la zona è stata abitata fin dai tempi più antichi come dimostrano i numerosi ritrovamenti di insediamenti paleoveneti. Interessanti dal punto di vista escursionistico - naturalistico sono i due laghetti di origine glaciale separati tra loro da uno stretto istmo e le montagne retrostanti con la località Pian delle Femene. Settecentesco Santuario di S. Francesco di Paola con curiosi banchi di pietra ed interessanti ex voto popolari. Paese natale di illustri personaggi: Giuseppe Grava, Giovanni Tomasi, Giuseppe A. Favaro, Luciano Cecchinello. Proseguendo oltre si arriva infine a Vittorio Veneto, città storica, simbolo di un momento nazionale importante come la conclusione della Grande Guerra, medaglia d’Oro al Valor militare per l’attiva partecipazione della popolazione alla lotta di Liberazione, è tuttavia a pieno diritto città d’arte, ricca di chiese, monumenti e opere d'arte, della musica, del vino, collocata ai piedi delle Prealpi Bellunesi. Sede episcopale sin dai tempi del re longobardo Liutprando, la città vanta innumerevoli siti di interesse storico e artistico. Un passeggiata nel centro città è sufficiente per ammirare gli edifici dall’architettura signorile che lo caratterizzano. La città si è formata in seguito all’unione di due centri distinti: Ceneda e Serravalle. Ceneda nasce come insediamento militare alla fine del I sec. a.C. L'inizio della vicenda urbana si colloca invece nel corso del XII sec. con l'avvio dei processi che trasformeranno gli insediamenti di carattere militare in centri urbani. Il centro nevralgico è senza dubbio la Piazza della Cattedrale (ora Piazza Giovanni Paolo I), nella quale si trovano gli edifici "notabili": la Cattedrale, la torre campanaria, la Loggia del Cenedese, la fontana cinquecentesca, il palazzo del seminario e la villa Papadopoli. Dalla piazza si vede il Castello di S. Martino e i tempietti di S.Rocco e S.Paolo. Dopo le invasioni barbariche, la dominazione longobarda crea un nuovo centro amministrativo e religioso, stabilendo la sede di un ducato che va dal Piave al Tagliamento. Con il furto del corpo di S.Tiziano da Oderzo è trasferita a Ceneda nel VII sec. la sede vescovile. In questo periodo viene costruito il castello di S. Martino. Devastata dagli Ungheri nel 903 si ricostituisce un nucleo attorno al castello, vicino all'originaria chiesa dedicata all'assunta e a S. Tiziano, retto autonomamente da un vescovo-conte fino al 1786. Serravalle invece, posta a nord di Vittorio Veneto presso la gola da cui esce il Meschio conserva l'aspetto di borgo antico a ridosso della montagna e delle valli, dalle quali ha acquisito il ruolo di centro per scambi e traffici. L'inizio di Serravalle come centro urbano si colloca nel XII sec. con la trasformazione di quello che era un insediamento di carattere militare che aveva preso forse consistenza in due momenti precedenti e cioè alla fine dell'impero romano e durante il dominio longobardo.Fortificazione di origine romana ,avamposto dell'agro centuriato della città romana di Opitergium, i Longobardi la trasformano in un grosso centro amministrativo e religioso. Nel XIII- XIV sec. conosce un primo periodo di espansione come feudo della Signoria dei Da Camino ed uno ancor maggiore dal 1337 quando entra sotto la diretta dominazione veneziana. Vittorio Veneto è oggi il secondo polo museale della Provincia di Treviso, con i suoi musei: il Museo d’arte sacra “Albino Luciani”, il Museo archeologico del Cenedese, il Museo della Battaglia, il Museo di scienze naturali “Antonio De Nardi”, il Museo civico Villa Croze, il Museo Palazzo Minucci, il Museo geologico di Nove e il Museo del Baco da Seta, a memoria dell’attività della lavorazione serica che ha conosciuto nel vittoriese grande successo. Lasciati i musei ed il centro storico, gli appassionati della natura possono dirigersi verso il celebre Bosco del Consiglio, un altopiano a cavallo delle Province di Treviso, Belluno e Pordenone. Dalla caratteristica forma a catino, ha una quota minima di 898 m con rilievi circostanti di altezza media di 1300 m; i rilievi importanti sono: M.Pizzoc(1565m), M.Croseraz(1694m) e M.Millifret(1577m). I principali accessi all'altopiano sono: a sud attraverso la valle della Crosetta che si accede da Vittorio V.to(TV) e a nord dalla valle del Campon nella zona dell'Alpago (BL). Uno dei più bei parchi italiani, acrocoro carsico con una grande dolina allungata al centro è uno dei più antichi “boschi da reme” della Repubblica Veneta, che da qui traeva il legname per le sue galere. Il Cansiglio è una delle più belle foreste demaniali del Veneto. La parte centrale, il Pian Cansiglio, a circa 1000 m di quota, è un grande pascolo verde punteggiato di malghe dove si pratica d'inverno lo sci, da discesa e da fondo, mentre nei mesi estivi è molto frequentato il campo da golf. Notevole interesse riveste il Museo Naturalistico Giovanni Zanardo del Centro di Ecologia del Cansiglio e, in località Pian Osteria, il Museo dell'Etnografia cimbra. A parte l'importanza rivestita sul piano economico e turistico per il suo patrimonio boschivo e per la produzione casearia, la foresta del Cansiglio costituisce un eccezionale patrimonio naturalistico che gli uomini, una volta tanto, hanno saputo salvaguardare e proteggere. Il clima è temperato, con escursioni termiche da 29° a -20° , l'umidità è elevata per le abbondanti precipitazioni, spesso nella conca è presente la nebbia, l'inversione termica è rilevante con venti gelidi provenienti dalle cime più alte. La natura carsica del terreno fa si che le abbondanti precipitazioni non diano origine a corsi o invasi d'acqua significativi, nel fondo delle doline i detriti intasati danno vita a piccoli invasi d'acqua (lame) e alle torbiere. Questo parco naturale offre al visitatore la possibilità di percorrere diversi sentieri a pied, in bicicletta o a cavallo. nformazioni utili: Città di Vittorio Veneto: http://www.comuneweb.it/VittorioHome/shared/contenuto.phtml Ufficio Informazioni Turistiche - Viale della Vittoria, 110 Vittorio Veneto tel. 0438-57243