Valdobbiadene e le sue Malghe

Città e borghi storici


Situata nel territorio d’origine del Prosecco Doc di Conegliano Valdobbiadene e patria del Prosecco Doc Superiore di Cartizze, Valdobbiadene offre ai suoi visitatori un paesaggio stupendo. Posta ai piedi delle Prealpi Trevigiane in un’ampia vallata ancora ricca di verde, delimitata a Ovest dal fiume Piave, Valdobbiadene è uno dei più importanti centri vitivinicoli del Veneto, ma non è questa la sua unica fonte di attrattiva. Ogni stagione è ideale per percorrere le strade che s’insinuano tra le vigne, o i sentieri che s’inoltrano in vecchi boschi di castagni e di roveri, salendo verso le malghe alpestri fino a 1.600 metri di altitudine. Il percorso di questo itinerario prevede proprio un’escursione in montagna, per ammirare il paesaggio prealpino e per godere del bellissimo panorama. Per questo è indicato effettuare l’escursione in una giornata limpida, quando dalle cime è possibile vedere addirittura la laguna veneta. Seppur di dimensioni contenute, il centro città merita una visita. Nella piazza centrale si possono ammirare alcuni edifici dal sapore neoclassico come il Municipio, il maestoso campanile del XVIII secolo disegnato da Francesco Maria Preti e il Duomo di Santa Maria Assunta. Al 1200 risale l’origine della piccola e deliziosa chiesetta di S. Gregorio Magno con l'annesso chiostro dei Cappuccini. A 500 m. dalla piazza, verso est, si trova invece Villa dei Cedri e nelle sue immediate vicinanze si possono ammirare i resti di una strada romana e gli antichi lavatoi del paese. Lasciandosi alle spalle la Villa dei Cedri e la deliziosa omonima pasticceria che si trova di fronte, si prosegue verso Nord e, costeggiando l’edifico dell’Istituto Canossiano, si prende la strada che va verso Pianezze. Una prima tappa è d’obbligo per ammirare il panorama dal piazzale del Santuario di San Floriano, un piccolo eremo di origine quattrocentesca, ridisegnato nel 1700 e ricostruito dopo la Prima Guerra mondiale. Dal santuario la strada prosegue per Pianezze, da cui, nelle giornate più limpide, è possibile ammirare un panorama che comprende il Grappa, le Alpi Giulie, i colli Euganei e i colli Berici, fino al mare. Arrivati, si può visitare il Tempio Internazionale del Donatore di Sangue situato proprio nel piazzale principale (Piazzale S. Francesco). Il 16 ottobre 1962 avvenne la posa della Prima Pietra, ma solo il 16 settembre 1979 il Vescovo di Padova Mons. Girolamo Bortignon, con solenne cerimonia, inaugurò e consacrò la Chiesa di tutti i Donatori. La costruzione è caratterizzata da uno stile moderno con una struttura lignea lamellare del tetto progettata dall’architetto Bepi Davanzo di Treviso ed accoglie un prezioso affresco di Carmelo Puzzolo di Forlì, eseguito nel 1986. Il Tempio, costruito con le pietre del Piave, fiume Sacro alla Patria, in una terra che fu teatro di cruente battaglie (prima Guerra Mondiale), vuole essere un simbolo di pace e fratellanza. Da Pianezze poi si prosegue verso il monte Barbaria. Giunti al rifugio Mariech si può lasciare la macchina per proseguire con un’escursione a piedi che porta alla cima del Monte Cesen. Seguendo il sentiero che parte da Mariech, si prosegue per il M. Cesen passando per Malga Fossazza e per Malga Col Toront; aggirando a nord il M. Orsere, la cui cima è a q. 1500, si arriva quindi in Val de Posa, poi a Lavel Basso e si ritorna al Monte Barbaria (a q. 1464). Da qui, per Colle Ortigher, si rientra a Malga Mariech: prendendo quindi verso destra per loc. Col Posa Nova, il sentiero prosegue per Casera Forconetta, poi per Casera Federa e per Monte Castellet fino ad arrivare a loc. Le Fratte a q. 1160. Si percorre verso sud la Val Federa fino ad incrociare il sentiero che, proseguendo verso nord, porta a Casera Forcona e quindi a Busa del Pian de Vedin, attraverso la valle del Pecol, da dove si torna a Malga Mariech. Durante il percorso le numerose malghe e rifugi presenti sono punti di ristoro dove è possibile pranzare o fare merenda con i prodotti tipici del territorio. Il tracciato si svolge su crinali arrotondati caratterizzati dalla presenza del biancone da cui sono formati : è il caso del Cesen, della Val Fredda, della Val De Marie. Il panorama abbraccia, ad ovest, il massiccio del M. Grappa, separato dalla valle del Piave e dai terrazzi sui quali sorge Quero con le morene trasversali depositate dal Piave nel Wurmiano e, a nord, i contrafforti delle Dolomiti con una splendida visione della Marmolada. Nei pendii e negli avallamenti crescono boschi di faggi e conifere e, nel sottobosco, arbusti quali la rosa campestre, il lampone, il maggiociondolo alpino, il nocciolo. Sullo strato erbaceo fiorisce una grande varietà di specie quali la stella alpina, il rododendro, il ciclamino, il giglio rosso, la fragola, l'acetosella, la felce maschio, l'erba lucciola, il veccione di primavera, il carice, l’erba stella, il cardo, la genziana di esculapio, l'adenostile, l'ortica, il fior di stecco, il muschio fiorito, la dentaria bulbifera. In alternativa e per gli appassionati, proponiamo un percorso di trekking a cavallo, di media difficoltà che da malga Mariech porta al rifugio Brigata Cadore. L'itinerario dunque, da Malga Mariech, si muove in direzione Col Posanova e M. Forconetta, fino ad arrivare al M. Cimon dove si trovano il Rif. Posa Puner e la M.ga I Pian. Una pista forestale conduce dal M. Salvedella al M. Prenduol, dove si scorge la croce del M. Crep. Un sentiero a sinistra della Forcella della Fede porta al Volt de Val d'Arch Superato Col de Varnada si giunge ai prati di Castron, dove s'incrocia una strada cementata che porta alla chiesetta di S. Fermo a Praderadego. Una sterrata porta a Zelant prima e a Signa Alta poi, da dove si raggiunge il Passo S. Boldo. Arrivati al M. Cimone grazie ad un'altra sterrata, s'imbocca un sentiero in prossimità di un cartello rosso per giungere alla loc. La Posa. Dopo aver lasciato a sinistra la Baita da Nino s'arriva al Pian de le Femene: da qui una strada bianca porta al Col Visentin. Una carrareccia porta al Rifugio Bistrot e da qui si giunge al Rif. Brigata Cadore sul M. Faverghera, dove inizia la discesa per la Valbelluna. Suggestivo è il Volt de Val d'Arch, ponte naturale in roccia. La strada che s'incontra a Castron, proveniente dal Castello di Zumelle, ripercorre il tracciato dell'antica Claudia Augusta Altinate, via militare romana che collegava Altino (VE) con Cesiomaggiore (BL). Un terzo percorso alternativo a piedi, più breve, porta da Pianezza al Monte Barbaria. Percorso Pianezze - Monte Barbaria: L'itinerario parte dal piazzale San Francesco di Pianezze seguendo per 50 m. la strada per Endimione e svoltando poi a sinistra fino al tornante di una strada asfaltata. Spostandosi di poco verso est si può imboccare il sentiero detto delle “72 storte" che da Frascada Bassa porta a Frascada alta, sotto la Croce di Barbaria, oppure si può salire per circa 100 m. lungo il canalone ghiaioso e poi, girando a destra, attraversare loc. Fagher e la zona del Fagheron, giungendo così alle casere di Frascada Alta. Si supera una lama posta a q. 1360 passando sotto la Croce di Barbaria e, dopo circa 250 m., s'incrocia la strada asfaltata; superatala, si giunge a Malga Barbaria a q. 1435 e, proseguendo, alla cima del Monte a q. 1464. L'itinerario offre un'ampia panoramica delle vallate e della pianura sottostanti, con vista che spazia dal mare Adriatico alle Dolomiti. Presenza costante di roccia detta “biancone” del Cretacico inferiore, con intercalazioni di selce in lenti tra i suoi strati sottili. E' facilmente disgregabile per l'azione del gelo e del disgelo, formando così pendii dolci e privi di pareti verticali. Una volta rientrati a Pianezze, si prosegue in macchina verso Endimione e, dopo una eventuale deviazione per il rifugio di Posa Puner, si scende attraverso i boschi di castagni per raggiungere la strada Provinciale nei pressi di Combai. L’escursione prosegue verso Guia e si addentra tra i vigneti del Prosecco, passando per la località Fol di S. Stefano, da cui ha inizio la strada che attraversa il cuore del Cartizze per giungere a Saccol e quindi a Valdobbiadene. Alcune deviazioni interessanti si possono effettuare passando per Santo Stefano e per San Pietro di Barbozza oppure, dal Fol, scendendo per S. Giovanni e Bigolino e quindi girando per Valdobbiadene. Durante tutto il tragitto è possibile fermarsi a fare merenda, per ristorarsi dopo la lunga escursione, in uno dei tanti agriturismo presenti o direttamente nelle cantine per una breve visita e per degustare e acquistare bottiglie di Prosecco o Cartizze Doc. NOTIZIE GENERALI: Municipio: Piazza Marconi, 1 - cap 31049 - tel +39 0423 976810 - fax +39 0423 976888 Frazioni: Bigolino, Guia, S. Giovanni, S. Pietro di Barbozza,S. Stefano, S. Vito. Altezza: mt/s.l.m.: 253 | Abitanti: 10700 | Superficie: km/q: 60,70 Parcheggi a Valdobbiadene: sono a disposizione numerose zone di sosta libera per le auto, lungo Viale Mazzini, Via Garibaldi, Via della Pace ed in Piazza Marconi. Ufficio di informazione turistica: via Erizzo, tel: 0423 976975 COME ARRIVARE: IN AUTO Da Treviso percorrendo la S.S. Feltrina fino all´uscita di Vidor e, dall´omonimo ponte sul Piave, proseguendo per Bigolino e Valdobbiadene. Da Montebelluna si arriva direttamente a Valdobbiadene, percorrendo la strada che attraversa Biadene, Crocetta del Montello e Bigolino Da Castelfranco si raggiunge Caerano San Marco e da qui si prosegue fino ad immettersi nella S.S. Feltrina, uscendo a Vidor. Da Belluno o Feltre, sempre attraverso la S.S. Feltrina, si esce a Fener e, da qui, si prosegue verso S.Vito e Valdobbiadene. Da Conegliano si raggiunge Pieve di Soligo e, da qui, si prosegue verso Farra di Soligo, Colbertaldo, Vidor. Passato il centro di Vidor, all´incrocio si svolta a destra verso Bigolino e Valdobbiadene. Da Vittorio Veneto ci si dirige verso Follina, attraversando i Comuni di Revine Lago, Tarzo, Cison di Valmarino. Da Follina si prosegue verso Miane, Combai, Guia, S.Stefano, S.Pietro di Barbozza arrivando, infine, a Valdobbiadene. IN TRENO Linea Padova - Calalzo: stazioni di Alano-Fener (a 5 Km), Cornuda (a 10 Km) Montebelluna (a 15 Km) Viale della Stazione - Tel. 0423 22482. Linea Venezia – Treviso Linea Treviso – Montebelluna www.trenitalia.com